sabato 28 febbraio 2015

Ricami d’Italia

da L'angolo di Stefania
Ricami d’Italia è un album pubblicato nel 1931 per "Casa Bella" da gli editori S. Lattes & C., Torino. 
La pubblicazione è avvenuta in seguito a una mostra di lavori femminili ed è una raccolta di merletti e ricami provenienti da diverse parti d'Italia: una vera testimonianza storica!
Stefania Bressan ha messo online il PDF del libro, donato da Bianca Rosa Bellomo, che potete scaricare visitando il suo sito.

Se cercate una pubblicazione con delle spiegazioni su come eseguire i ricami rimarrete deluse ma, per chi è una appassionata della storia dei lavori femminili e, come me passa le ore in adorazione davanti a dei veri capolavori, vistate immediatamente il sito di Stefania e scaricate i PDF!!!

 Buona "adorazione" a tutte!

Ricami d’Italia, editori S. Lattes & C., Torino, 1931.

venerdì 20 febbraio 2015

Intaglio fantasia

Il ricamo a cui abbiamo dato il nome di "intaglio fantasia" è nato dal desiderio di interpretare in maniera più fantasiosa e creativa il punto intaglio, sostituendo le barrette di unione con zone da ricoprire con punti e tecniche diverse di ricamo, valorizzando, quindi, proprio le parti "vuote" rispetto al motivo principale che diventa, così, meno appariscente.

Ci siamo rese conto, però, che i disegni classici dell'intaglio non sempre si prestavano a questa "interpretazione", perchè le zone ricoperte da barrette erano relativamente piccole per i punti che volevamo inserire, per cui abbiamo creato disegni nuovi che più si adattavano alle nostre intenzioni. 


Lo spunto ci è venuto osservando alcuni disegni di pizzo Rinascimento, che nelle sue volute crea sia motivi pieni che zone vuote dove potevamo applicare, in un gioco di "pieni e vuoti", tutte le tecniche che secondo noi si prestavano a questo scopo. Ma mentre nel Rinascimento il nastro che si muove presenta sempre due righe parallele, noi abbiamo modificato i disegni, conferendo agli stessi maggiore movimento e creando motivi meno schematici.
I disegni, comunque, prevedono sempre un doppio giro di festone (il nastro) facendo in modo che un lato sia rivolto verso l'interno del lavoro e uno verso l'esterno. 


La stoffa tra i due festoni crea il motivo mentre nelle zone vuote la fantasia della ricamatrice la fa da padrona inserendo piccole sfilature, retini, punti a fili contati, ecc. Ben si prestano a questo scopo tutti i motivi del ricamo d'Assia sia per le reti da riempire con la tessitura e il punto spirito, sia per tutti gli altri punti previsti dal ricamo a fili contati.


La stoffa più indicata per questo tipo di ricamo è una tela di lino a trama regolare con un numero di fili che vanno da 16 a 20 per cm (Cupolone di Giori, 2000 di Bellora, Nuovo Ricamo di Graziano). Si possono usare anche stoffe più fini purchè la trama sia "leggibile".
Si usa il filo da ricamo bianco DMC nr. 25 e 30 (a seconda dei punti) ed il cordonetto DMC n. 80 per le reti.

NOTA Testo redatto da Antonietta Monzo Menossi e Annamaria Monzo Veronese della Scuola Ricami & Legami e ricami eseguiti da Stefania precedentemente pubblicato su TuttoRicamo.com, di cui questo blog è la continuazione.

martedì 10 febbraio 2015

Nappe


Mostra del ricamo e del tessuto di Valtopina 2011
Le nappe a frange hanno sempre trovato un largo impiego in vari campi, sia della moda sia dell’arredamento di casa. Il materiale che viene usato varia secondo l'impiego così come i colori e le forme.
Oltre alla funzione decorativa le nappe hanno anche la funzione di legare estremità di corde, trecce e tessuti (es. i bottoni) e aggiungere peso ai punti dove sono attaccate (es. tende, tovaglie, orli).
Variamente decorate, le nappe sono formate da
  • una testa, 
  • un corpo svasato verso il basso, 
  • un collo e 
  • un cordone.
Dalla testa di varie forme (tonda, a pera, ovale, piatta) possono venir fuori altri cordoni. Il corpo è formato da numerosi fili che pendono liberamente o sono annodati e intrecciati, a grappoli, a fiocchi.Il collo serve per raccogliere i fili e il cordone per sospendere le nappe.
A sua volta il cordone, al centro della nappa, può essere visibile o nascosto, attraversare, iniziare o terminare con la testa. 

Nappa a macramè

Nappe con corpo a frangia libera e a fili annodati
Si possono usare innumerevoli e svariati materiali (cotone ritorto, lino, seta, fili metallici) che detteranno la scelta della tecnica (uncinetto, macramè, ad ago, semplici nodi … ) più adatta per confezionare la nappa producendo così effetti diversi anche in base all’uso al quale è destinata.

 

Le principale tecniche di ricamo che utilizzano, in vario modo, le nappe per arricchire i manufatti sono il punto Caterina de’ Medici, l’Aemilia ars, l’Ars Aesis l’Ars Panicalensis, il punto Assisi, il punto Deruta, il punto Umbro (alla Casa Museo di Palazzo Sorbello di Perugia si possono vedere delle magnifiche nappe), il ricamo di Casalguidi … solo per citarne alcuni.

Ricamo Deruta antico Mostra del ricamo e del tessuto di Valtopina 2011

Cuscino ars Panicalensis Italia Invita 2007
Le nappe quindi a secondo della funzione a cui sono destinate e ai materiali impiegati posso essere più o meno elaborate … l’unico limite è la fantasia!

Libri
  • Nappe. Forme di ornamento tessile. M. Rita Faleri, Rosalba Pepi, ottobre 2010 .
  • Nappe, Nappine e Bottoni della Scuola del Pischiello di Romeyne Ranieri di Sorbello. G. Porpora, dicembre 2010 . Arti Decorative Italiane.
  • Nappe e pendagli. Giuseppa Federici, aprile 2007.

venerdì 30 gennaio 2015

Ricamo di Lamporecchio percorso esecutivo: un esempio

Il ricamo di Lamporecchio è caratterizzato da disegni raffiguranti animali e fidanzati stilizzati eseguiti contornando il disegno con punto cordoncino ed arricchendolo di punto piatto ed altri punti tipici dei ricami pistoiesi. Di seguito vogliamo mostrarvi come veniva progettato e realizzato il ricamo.

 
Il disegno originale


Il disegno con la schematizzazione dei punti


Il disegno perforato

Il ricamo

Le immagini e i disegni presentati sono di proprietà del Club del Ricamo di Casale che ringraziamo per averci concesso di pubblicarli.

NOTA: precedentemente pubblicato su TuttoRicamo.com, di cui questo blog è la continuazione.

martedì 20 gennaio 2015

Retini di fondo: come si fa il punto rodi

Il punto rodi è uno dei retini di fondo più usato e versatile. Per la sua esecuzione i tessuti usati tradizionalmente erano i lini di varia consistenza e la batista o mussola. Oggi si preferiscono le tele di lino ad armatura regolare, con fili piuttosto distanziati tanto da permettere di essere facilmente legati insieme. Il filato utilizzato dovrebbe avere lo stesso spessore dei fili della tela. Deve avere anche una certa robustezza per mantenere una tensione costante e non rompersi quando tirato. E' preferibile utilizzare un ago a punta arrotondata e il telaio per facilitare il controllo della tensione del filo. 
Il punto base è il punto indietro che si lavora in diagonale, dall'alto verso il basso e da destra verso sinistra. 

Di seguito vengono forniti gli schemi esecutivi del punto Rodi e di alcune sue varianti. Il punto indicato con 1 è quello in cui esce l'ago per iniziare il lavoro, i successivi numeri indicano i passaggi seguenti. Quando il punto richiede un movimento di andata ed uno di ritorno, sono disegnate in azzurro più chiaro (nello schema del ritorno) i punti già eseguiti nell'andata.






 

Se volete qualche idea per provare a ricamare il punto rodi lasciatevi ispirare da questo splendido cuscino portafedi proposta da Silvana Fontanelli.


NB Schemi di MariaRosaria precedentemente pubblicati su TuttoRicamo.com, di cui questo blog è la continuazione.